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Roberto Tagliaferri

I fondamenti antropologici del sacramento del matrimonio (sommario)

Gli strumenti scientifici oggi disponibili consentono di far parlare la natura come mai prima d’ora, rivelandoci enigmi che sembrano insolubili e portando alla luce variabili che perturbano la dinamica che regola l’azione e l’interazione umane. Sebbene queste variabili sembrano mettere in dubbio l’avvenire dell’istituzione del matrimonio, bisognerebbe tuttavia considerarle come un invito a riflettere sull’evoluzione umana. Sono anche un preciso appello rivolto alla chiesa cattolica romana, che non può più semplicemente attenersi all’ambigua dichiarazione, secondo cui la natura, alla fine, dimostrerà la verità del messaggio evangelico. Con la ricerca sui meccanismi biogenetici, la scienza ha svelato come l’androginia e l’amore, nascosti nella visione tradizionale della coppia, siano semplicemente miti. Ha mostrato come, malgrado la monogamia sia la pietra angolare necessaria per una relazione duratura nella società moderna, sia la poligamia a corrispondere maggiormente alla libido naturale celata nell’uomo. La scienza ha chiarito come i meccanismi di controllo sessuale sfocino nel meccanismo violento (gelosia) che regola il mantenimento della relazione coniugale, svelando come l’amore non sia altro che l’inganno reciproco perpetrato per assicurarsi i vantaggi del partner. Nel modello attuale del matrimonio, che è al servizio di una comunicazione emozionale piuttosto che della generazione ed educazione dei figli, è la fragile garanzia della sessualità che è posta a fondamento della relazione. Invece di servirsi di questo fatto come facile scusa per spiegare il fallimento di tanti matrimoni, bisognerebbe considerarlo come una sfida rivolta ai partner per imparare a giocare con le loro differenze e a vivere l’euforia del rischio del cambiamento, come occasione di ridefinire la loro relazione. Nella chiesa cattolica romana, la dimensione antropologica è più importante per il sacramento del matrimonio che per tutti gli altri sacramenti. La chiesa deve prima di tutto distinguere tra le relazioni naturali che sono comuni a tutta l’umanità e le relazioni specifiche a cui sono chiamati i credenti cristiani. Bisogna riportare l’accento sulla distinzione tra l’ordine della natura e la grazia e bisogna precisare ancora una volta la relazione tra la grazia e la natura. L’articolo si conclude con un esame della quarta opzione per la benedizione nuziale nel nuovo rito italiano del matrimonio, per ciò che riguarda i suoi presupposti antropologici. Il significato teologico della benedizione sta nell’evocazione dello Spirito Santo, l’epiclesi, che ritualizza la vera differenza tra lo stato naturale dell’amore umano e la sua vocazione religiosa nel matrimonio cristiano. La liturgia del matrimonio mostra così il cammino verso uno sviluppo della teologia del matrimonio. La benedizione nuziale, che occupa una posizione centrale nel rito del matrimonio, rappresenta la trasformazione delle dimensioni umane ordinarie, di cui la chiesa si fa carico. I dati dell’antropologia quindi, suggeriscono alla teologia del matrimonio qualcosa che è già incluso nella celebrazione liturgica.

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Anthropological Foundations of the Sacrament of Marriage (Summary)

The scientific tools available today allow nature to speak as never before, revealing almost unsolvable puzzles and unsettling variables in the underlying dynamics that motivate human action and interaction. Although these factors may seem to call into question the future of the institution of marriage, they should instead be taken as an opportunity to reflect upon the task of human evolution. They are also a clear call to the Roman Catholic Church, which can no longer rely on the ambiguous declaration that nature, in the end, will demonstrate the truth of the Gospel message. In the study of biogenetic mechanisms, science has revealed the myths of androgyny and love in the traditional vision of the couple. It has shown that, although monogamy is the necessary keystone for an enduring relationship in modern society, polygamy is the natural, hidden, human urge. It exposes the violent mechanism that regulates the maintenance of the conjugal relationship, a reciprocal deception perpetrated to secure the partner=s advantages. In the current model of marriage, which is at the service of emotional communication rather than the generation and education of children, it is the fragile guarantee of sexuality that provides the foundation of a relationship. Instead of using this knowledge as a pessimistic excuse for explaining why so many marriages fail, it should be taken up as a challenge in which partners learn the play of their difference and how to live the euphoria of the risk of change as an opportunity for communicative redefinition. In the Roman Catholic Church, the anthropological dimension is more important to the sacrament of marriage than to any of the other sacraments. The Church must, first of all, distinguish between natural relationships that pertain to all humanity and the specific relationships to which Christian believers are called. The distinction between the orders of nature and grace must be reemphasized and the relationship of grace to nature must be re-articulated. The article concludes by examining the fourth option for the nuptial blessing in the new Italian rite of marriage in regard to its anthropological assumptions. The theological meaning of this blessing centers upon the evocation of the Holy Spirit, the epiclesis, which ritualizes the real difference between the natural state of human love and its religious vocation in Christian marriage. Thus the liturgy of marriage points the way to a development in its theology. The nuptial blessing, a central part of the marriage rite, ritually enacts this transformation of the ordinary human dimensions by its being taken up by the Church. The developments in anthropology thus suggest to the theology of marriage something that is already embedded in its liturgical celebration.

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